Dolore durante i rapporti: non è normale, e non devi sopportarlo

C’è un sintomo di cui moltissime donne soffrono e di cui pochissime parlano: il dolore durante i rapporti sessuali. In termini medici si chiama dispareunia. Nella vita reale, troppo spesso, si chiama silenzio.

Molte donne lo vivono per anni convinte che sia normale, che sia colpa loro, che “funzioni così”. Oppure ne sono talmente imbarazzate da non parlarne nemmeno con il proprio ginecologo. La verità è semplice e va detta chiaramente: il dolore durante i rapporti non è normale, ha quasi sempre una causa identificabile, e nella grande maggioranza dei casi si può risolvere.


Quanto è comune (molto più di quanto si creda)

La dispareunia è uno dei disturbi sessuali femminili più diffusi. Interessa donne di ogni età — non solo in menopausa, come si tende a pensare. Giovani donne, donne in età fertile, donne dopo il parto, donne in menopausa: il dolore durante i rapporti può comparire in qualsiasi fase della vita, con cause diverse.

Il problema non è la rarità del disturbo. È il silenzio che lo circonda.


Le cause: quasi sempre c’è una spiegazione fisica

Uno degli equivoci più dannosi è pensare che il dolore durante i rapporti sia “tutto nella testa”. Nella maggioranza dei casi esiste una causa fisica precisa, identificabile e trattabile.

Tra le più comuni: la secchezza e l’atrofia vaginale (tipiche della menopausa ma non solo), le infezioni e infiammazioni vulvo-vaginali, la vulvodinia e la vestibolite, l’endometriosi, le contratture della muscolatura del pavimento pelvico, alterazioni ormonali, ed esiti di parto o interventi chirurgici.

Questo non significa che la componente emotiva non esista — il dolore genera tensione, la tensione amplifica il dolore, e si crea un circolo. Ma ridurre tutto alla psiche, senza cercare la causa fisica, è un errore che lascia le donne sole con il loro problema.


Perché non bisogna aspettare

Il dolore durante i rapporti tende ad autoalimentarsi. L’anticipazione del dolore genera tensione muscolare e riduce la lubrificazione, il che peggiora il dolore stesso. Con il tempo, può incidere sulla relazione di coppia, sull’autostima, sul desiderio.

Più si aspetta, più il circolo si consolida. Affrontare il problema presto, invece, permette nella maggioranza dei casi di interromperlo con interventi mirati.


Cosa si può fare

La prima cosa è semplicemente parlarne — con un ginecologo che sappia ascoltare senza imbarazzo e senza liquidare il problema. Da lì, una valutazione accurata permette di identificare la causa specifica.

Le soluzioni dipendono dalla causa: possono andare da terapie locali per l’atrofia, al laser vaginale nelle donne che non possono usare ormoni, alla riabilitazione del pavimento pelvico, al trattamento di infezioni o di condizioni come la vulvodinia, fino alla gestione dell’endometriosi.

Quello che conta è il principio di fondo: c’è quasi sempre qualcosa da fare. E il primo passo è rompere il silenzio.

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